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Raphaël

  (Il testo sembra voglia dirci che l'arte non è altro che un incontro d'amore) Un uomo grande  Un uomo senza un occhio  Non alto e corpo tozzo  Decadente ma potente  Un lavoratore che accudisce  Un castello e la vecchia madre Poi un giorno arriva lei Una donna la proprietaria  Del bosco e dell'antico castello  Lei è una che vive di arte e basta Lei è complicata e affascinante  Lui è curioso e la spia mentre lavora Impara e scopre un mondo migliore  L'uomo viene invitato a fare da modello Per una nuova scultura da realizzare  Il massiccio uomo  Seduto in posa su uno sgabello  Piegato sulla sua destra  Col braccio sulla coscia Nell'attesa apre l'occhio sulla scultura  Osserva le mani di lei che danno forma Alla sua immagine molle di argilla  Con le dita che affondano nel suo corpo  Lui suona di tanto in tanto uno strumento  Dal quale esce una dolce melodia  La scultrice ne resta emozionata Pass...

La nonna di G.D'annunzio





 Versi di Gabriele D’Annunzio dedicati alla nonna.


"La nonna" 


D’inverno ti mettevi una cuffietta

coi nastri bianchi come il tuo visino,

e facevi ogni sera la calzetta,

seduta al lume, accanto al tavolino.


Io imparavo la storia sacra in fretta

e poi m’accoccolavo a te vicino

per sentir narrar la favoletta

del Drago Azzurro e del Guerrier Moschino.


E quando il sonno proprio mi vinceva

m’accompagnavi fino alla mia stanza

e m’addormivi al suono dei tuoi baci.


Agli occhi chiusi allor mi sorrideva

in mezzo ai fiori una gioconda danza

di sonni dolci, splendidi e fugaci.


*


Chi era la nonna di Gabriele D’Annunzio

Gabriele D’Annunzio conobbe solo la nonna paterna Anna Giuseppa Lolli, in quanto la madre della sua adorata mamma Luisetta De Benedictis era morta prima che lui nascesse. Anna Lolli era stata la madre adottiva di Francesco Paolo D’Annunzio, il padre del poeta, che era figlio di Camillo Rapagnetta e della sorella di Anna, Rita Lolli.

Anna aveva sposato in seconde nozze un ricco commerciante e armatore di nome Antonio D’Annunzio. In seguito all’adozione Francesco Paolo, con il benestare del padre Camillo Rapagnetta ancora in vita, decise di assumere il cognome del genitore adottivo. E di conseguenza il piccolo Gabriele alla nascita fu battezzato D’Annunzio.

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