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Tony

Il mio nome è Antonio ma da sempre sono Tony ... Devo fare qualcosa  Prima di andare a lavorare Devo dire quello che penso Prima che venga Natale Il mattino è propizio per nuovi programmi  Devo approfittare prima che sia tardi Il lavoro è il solito tran tran Di formiche numerate... Una due tre quattro... Le solite cose  i soliti movimenti Che fanno di te un robottino  Senza ali per non sognare  Senza sogni per non volare  Devo dare il meglio di me  Prima di andare a lavorare Senza paga non puoi campare... Ma la voglia di raccontare  Fa di me uno diverso  Dallo stare in fila ad aspettare il tempo sempre uguale Devo dire qualcosa prima di timbrare Qualcosa dove il tempo lo si può afferrare Il  futuro non può attendere Fai una scelta se lo vuoi cambiare Ci vuol coraggio ma si può fare Quindi mi racconto le storie Di quando un tempo  Ero un numero fra tanti lasciando a casa  Quello che ieri avrei potuto fare oggi   L...

La nonna di G.D'annunzio





 Versi di Gabriele D’Annunzio dedicati alla nonna.


"La nonna" 


D’inverno ti mettevi una cuffietta

coi nastri bianchi come il tuo visino,

e facevi ogni sera la calzetta,

seduta al lume, accanto al tavolino.


Io imparavo la storia sacra in fretta

e poi m’accoccolavo a te vicino

per sentir narrar la favoletta

del Drago Azzurro e del Guerrier Moschino.


E quando il sonno proprio mi vinceva

m’accompagnavi fino alla mia stanza

e m’addormivi al suono dei tuoi baci.


Agli occhi chiusi allor mi sorrideva

in mezzo ai fiori una gioconda danza

di sonni dolci, splendidi e fugaci.


*


Chi era la nonna di Gabriele D’Annunzio

Gabriele D’Annunzio conobbe solo la nonna paterna Anna Giuseppa Lolli, in quanto la madre della sua adorata mamma Luisetta De Benedictis era morta prima che lui nascesse. Anna Lolli era stata la madre adottiva di Francesco Paolo D’Annunzio, il padre del poeta, che era figlio di Camillo Rapagnetta e della sorella di Anna, Rita Lolli.

Anna aveva sposato in seconde nozze un ricco commerciante e armatore di nome Antonio D’Annunzio. In seguito all’adozione Francesco Paolo, con il benestare del padre Camillo Rapagnetta ancora in vita, decise di assumere il cognome del genitore adottivo. E di conseguenza il piccolo Gabriele alla nascita fu battezzato D’Annunzio.

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