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Immondizia sana 🎧

  Uno come lui  Non nasconde quello che è Uno come lui non si arrende Lui va dove crede Uno come lui Non ce né sono tanti  Non conosce il freddo Non conosce il sole Non sa cosa sia la famiglia  Cosa sia stare tra l'incudine e il martello  Tra la gioia e dolore Sta nella sua stanza  Una baracca con la finestrella  Dal suo tetto si vedano le stelle La porta senza serratura Sveglio all'alba va per le strade A cercare un po' d'amore  Saluta ride tra la gente Lui non chiede elemosina Lui guarda osserva  E pensa sotto il suo cappello  Lui va oltre l'immaginazione  Poi lo vedi  Giocare con i bambini Coi piccioni  Con la pioggia sulla barba... Lui vive Lui è morto Non conosce il tempo Ne lo spazio  Uno come lui  Non odia Non si preoccupa  Di chi entra nella sua casa  Se son topi d'appartamento  Troveranno disordine Scatolette vuote  Sacchetti giornali  un po' di tutto... Lui la chiama immondizia ...

La nonna di G.D'annunzio





 Versi di Gabriele D’Annunzio dedicati alla nonna.


"La nonna" 


D’inverno ti mettevi una cuffietta

coi nastri bianchi come il tuo visino,

e facevi ogni sera la calzetta,

seduta al lume, accanto al tavolino.


Io imparavo la storia sacra in fretta

e poi m’accoccolavo a te vicino

per sentir narrar la favoletta

del Drago Azzurro e del Guerrier Moschino.


E quando il sonno proprio mi vinceva

m’accompagnavi fino alla mia stanza

e m’addormivi al suono dei tuoi baci.


Agli occhi chiusi allor mi sorrideva

in mezzo ai fiori una gioconda danza

di sonni dolci, splendidi e fugaci.


*


Chi era la nonna di Gabriele D’Annunzio

Gabriele D’Annunzio conobbe solo la nonna paterna Anna Giuseppa Lolli, in quanto la madre della sua adorata mamma Luisetta De Benedictis era morta prima che lui nascesse. Anna Lolli era stata la madre adottiva di Francesco Paolo D’Annunzio, il padre del poeta, che era figlio di Camillo Rapagnetta e della sorella di Anna, Rita Lolli.

Anna aveva sposato in seconde nozze un ricco commerciante e armatore di nome Antonio D’Annunzio. In seguito all’adozione Francesco Paolo, con il benestare del padre Camillo Rapagnetta ancora in vita, decise di assumere il cognome del genitore adottivo. E di conseguenza il piccolo Gabriele alla nascita fu battezzato D’Annunzio.

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