Poesie Erotiche (di G.Apollinaire e P. Verlaine)




Le poesie contenute in questa pagina sono adatte ad un pubblico adulto.
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La Nudità Dei Fiori


La nudità dei fiori è il loro odore carnale
Che palpita e si eccita come un sesso femminile
E i fiori senza profumo sono vestiti di pudore
Essi prevedono che si vuol violare il loro odore
La nudità del cielo è velata di ali
Di uccelli che planano d'attesa inquieta d'amore e di fortuna
La nudità dei laghi freme per le libellule
Che baciano con azzurre elitre il loro ardore di spume
La nudità dei mari io la adorno di vele
Che esse strazieranno con gesti di raffica
Per svelare il loro corpo allo stupro innamorate di esse
Allo stupro degli annegati ancora irrigiditi d'amore
Per violare il mare vergine dolce e sorpresa
Del rumore dei flutti e delle labbra appassionate.


Guillaume Apollinaire


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La Sottoveste



Buondì Germaine Avete una bella sottoveste
Una bella sottoveste di regina e regina crudele
Fatemi toccare la seta Una seta del Giappone
Con un largo volant di merletto antico

Questa campana di seta ove il doppio batacchio
Delle gambe rintoccò a morto per i miei capricci
Io la suono mia Germaine col seno palpitante
E le mani appoggiate sulle vostre anche complici

La vostra camera mia campana è un affascinante campanile
ove le mie mani sulla seta mi straziano le orecchie
I ganci forca delle sottovesti appese
dondolano impiccati di seta che mi meravigliano

Immobile come un gufo la lampada veglia



Guillame Apollinaire


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Compendio Di Morale


Una testa bionda e di grazia rapita,
Sotto un collo gemente di belle poppe dritte,
E il medaglione scuro della punta infiammata,
Quel busto assiso su cuscini bassi, mentre
Tra due gambe, vibranti e per aria,
Una donna in ginocchio-sa amore
In che cure impegnata-mostra agli dei
Solo l'epopea candida del suo culo splendido,
Chiaro specchio della Bellezza,
Che vuol vedersi per potersi credere. Culo femminile
Sereno vincitore del culo virile,
Sia esso d'efebo, sia esso puerile.
Culo femminile, culo dei culi, lode, culto e gloria!


P.Verlaine


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Dieci Versi Ingenui



Oh ricordo d'infanzia e il nutriente latte
E oh l'adolescenza e il principesco slancio!
Quand'ero un ragazzino, avevo l'abitudine
Per evocar la Donna e cullar l'amarezza
D'aver solo un pisello, impercettibile punta
Ridicola, prepuzio immenso sotto il quale bolle
Tutto lo sperma futuro, oh terrore sebaceo,
Di masturbarmi con quel buon pensiero
D'una bambinaia dalla fica di velluto.

Poi, lo scappello e me lo meno sempre.



P. Verlaine



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Al Ballo



Un sogno di cosce di donne
Per cielo e soffitto avendo
I culi e le fiche di quelle signore
Bellissimi, che vanno e che vengono.

In una palla di allegre gonne
Su motivi graziosi e osceni;
E i culi han certe righe,
E le fiche certi manicotti!

Calze su che polpacci sodi
Sfottitori ed eccitanti
Con, in alto, senza apparente fine
Quell'insieme d'esche a mo' di orecchini,

E stivaletti ben inarcati
Che modellano piedi di giusta misura
Conducono danze misurate
A passi vivaci, e un poco languidi.

Un sudore particolare
Profumato e insieme no,
Sperma e umore, e buco del culo,
E sopra di coscia, e sotto di calza,

Fluttua e volteggia allegro e molle,
Mescolato a profumi di pelle
Tanto da renderci folle la testa
Che gli ebrei hanno senza cappello.

Notare quanto buono il mio posto
Si trovi in quest'affascinante ballo;
Son per terra, e la mia superficie
Sembra propizia in apparenza

Alle appetitose danzatrici
Che voglion proprio, si direbbe
Da quegli intenti scherzosi,
Volteggiare su di me, quando a mia volta,

Questo, per uno straordinario
Privilegio in esse o in me,
Senza farmi male, al contrario!
Perchè la piacevole, dolce emozione

Che quei cinquecentomila titilli
Di piedini van caracollando
Su gambe e coglioni,
Ventre, glande e batacchio!

I canti tacciono e le danze
Cessano. Mettono subito al passo
I sederi le loro dense bellezze.
O cielo! una di loro si siede

Proprio sulla mia faccia, così
Che la mia lingua, tra i due buchi
Divini, vaghi di porta in porta
Alla ricerca di ricche salse.

I sederi tutti, in fila
Vengono generosamente
A portarmi, secondo il suo stile
Ognuno, il banchetto d'un vero ghiottone.

Mi sveglio, mi tocco;
Son proprio io, col polso al galoppo
Per Dio che sogno umidiccio!
Sogno, per Dio, di vero porco!


P.Verlaine



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Idillio High-Life


La smorfiosetta
A piene mani
Scuote il batacchio
Del ragazzotto.

Felice il pargolo
Ben scappellato
Gode e sputacchia
Da ogni lato.

L'infante radiosa
Vedendo il latte
E curiosa
Del nuovo fatto,

Annusa una goccia
In punta alla tetta.
Suvvia, bisboccia,
Perbacco, di fretta!

Lecca e sbaciucca
La punta belloccia,
Senza nicchiare
Pompa e si dà da fare!

O viscontino
Di dove ti pare
Non raccontare
Quella vittoria,

Fior d'eleganze
Idilli amorosi
Delle vacanze
Del novanta;

Di scappellate
Dentro i castelli,
I tuoi compagni,
Anche i men sani,

Potrebber raccontare
Senza inventare
Senza fatica
Una dozzina;

E le cugine
Angeli decaduti
Di tal cucine
E di tal succhi
Sono abituate,
Povere donne
Sin dalla prima
Lor comunione;

Questo o fratelli,
Sempre in attesa
Degli adulteri
Su voi minacciosi.



P. Verlaine


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