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Come una preghiera

Ho tutto in testa di quella sera Come una preghiera Di quando le mie labbra scivolavano sul tuo ventre per baciare tutto il baciabile mentre la fessura del tuo fiore si apriva lentamente come nuvola al vento ascoltavo i tuoi gemiti che diventavano suppliche lascive di quando arriva lungo il fuoco della passione che sconfina oltre la ragione  E fu cosi che ci abbandonammo nell'incanto del nostro volere mentre usavo le curve dei tuoi fianchi per  arrivare al sublime solco del tuo fondo schiena Abusando del tuo corpo e della tua anima affondai dentro il fiore bagnato d'amore cosi capace di scaldarmi il sesso che il cuore mi traversava il mare fluttuoso dell'intenso nostro godere fino all'eccesso ossesso dell'orgasmo cosi forte cosi  convulso che venni sul tuo venire Ho tutto in testa di quella sera  Come una  preghiera Fu amore o solo sesso? 2017 Firenze  Credo di avere "smentito" Gino Paoli .

Zbigniew Religa (Chirurgo)

 



Questa immagine ha commosso il mondo intero. Nessuno è rimasto indifferente. sono passate 23 ore da quando è iniziato un delicatissimo trapianto di cuore.

Siamo nel 1987, in un piccolo villaggio della Polonia, Zabrze. La scena ritrae un chirurgo stremato, seduto davanti a un monitor, il volto segnato dalla fatica. Sullo sfondo, un assistente dorme sul pavimento, esausto.

Ma quella che vediamo non è solo una foto. È un miracolo.

Il medico è il celebre cardiochirurgo Zbigniew Religa. Davanti a lui, fuori campo, il cuore di un uomo ricomincia a battere. Si tratta di Tadeusz Żytkiewicz, un professore in pensione, colpito da tre infarti e ormai condannato. Nessun medico voleva operarlo: troppo rischioso.

Ma lui scrisse una lettera con poche parole

«Sono un professore. Il mio cuore è malato. La prego, mi aiuti.»

E Religa rispose senza esitare:

«Per favore, venga.»

Non guardò l’età. Non si nascose dietro le statistiche. Scelse di tentare. Di crederci.

Dopo 23 ore, l’intervento riuscì.

Il professore visse altri trent’anni. Morì nel 2017, a 91 anni. Sopravvisse perfino al suo medico, che ci lasciò nel 2009.

Questa fotografia non mostra solo medicina. Mostra dedizione. Fede. Umanità.È la prova che, anche quando tutto sembra perduto, qualcuno sceglie di non arrendersi.

E questa volta, la vita ha vinto.

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