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Immondizia sana 🎧

  Uno come lui  Non nasconde quello che è Uno come lui non si arrende Lui va dove crede Uno come lui Non ce né sono tanti  Non conosce il freddo Non conosce il sole Non sa cosa sia la famiglia  Cosa sia stare tra l'incudine e il martello  Tra la gioia e dolore Sta nella sua stanza  Una baracca con la finestrella  Dal suo tetto si vedano le stelle La porta senza serratura Sveglio all'alba va per le strade A cercare un po' d'amore  Saluta ride tra la gente Lui non chiede elemosina Lui guarda osserva  E pensa sotto il suo cappello  Lui va oltre l'immaginazione  Poi lo vedi  Giocare con i bambini Coi piccioni  Con la pioggia sulla barba... Lui vive Lui è morto Non conosce il tempo Ne lo spazio  Uno come lui  Non odia Non si preoccupa  Di chi entra nella sua casa  Se son topi d'appartamento  Troveranno disordine Scatolette vuote  Sacchetti giornali  un po' di tutto... Lui la chiama immondizia ...

Epigrammi dall'Antologia Palatina






Come è dolce, amici, il sorriso di Laide,
come sono dolci le sue lacrime, quando sgorgano
dalle ciglia tremanti...
Ieri, con la testa appoggiata alla mia spalla,
piangeva, in silenzio. La baciai. Le lacrime scendevano
come da una fonte misteriosa sulle nostre labbra unite.
" Perché piangi?", le chiesi. "Ho paura che mi lasci:
vi scordate sempre, voi...vi scordate, voi, della promessa".


 Paolo Silenziario v, 250
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Gettiamo, cara, le vesti. Nudo, il mio corpo
si fonderà con il tuo corpo nudo. La stoffa
più lieve, tra noi, sarebbe un muro: nulla
resterà a separarci: le tue labbra sulle mie labbra,
il mio petto sul tuo. Ho detto già troppo. A vestire
la nostra opera venga adesso il silenzio.


Paolo Silenziario v, 252
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Eros bambino, ancora nel seno della madre,
vide spuntare l'alba e giocò a dadi la mia vita.


Meleagro XII, 47
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Dòride, culo di rosa, l'ho distesa sopra il letto
e i suoi freschi fiori mi accompagnarono tra gli immortali.
Ultraterrene le cosce tra cui mi stringeva, percorrendo
senza tregua lo stadio dell'amore. Foglie al vento
i suoi occhi che languidi tremavano, scintillando
a ogni sossulto. Finché entrambi gustammo la bianca forza
e il corpo di Dòride, quieto, si distese nel tepore.


 Dioscoride v, 55
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Ecco, ti lancio una mela. Se tu accetti di amarmi,
prendila e dammi il tuo frutto più segreto. Se invece,
dio non voglia, tu mi rifiuti, prendila lo stesso:
si fa buia, ormai, la giovinezza.


Platone v, 79
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Vento vorrei essere! Tu scenderesti in cortile
e sentiresti il mio soffio sul tuo seno nudo!


anonimo v, 83
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Il tempo non ha prosciugato in te la bellezza
e ti conserva, reliquia eterna, una grazia di fanciulla:
il sorriso dentro il seno, quei colori bianchi e rosati,
il tuo sguardo divino...come un lampo su ognuno di noi!


Rufino v, 62
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Giocavo, un tempo, con Ermione, così arrendevole,
e le vidi una cintura, dea di Pafo, ricamata di fiori.
" Amami, " c'era scritto a lettere d'oro "amami tutta
e non soffrire se anche un altro mi possiede".



Asclepiade v, 158
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Quando ti sto accanto, mia citarista, vorrei,
come fai tu, sfiorarti in alto e vibrare al centro.

Anonimo v, 99
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Sfiorisce la ghirlanda sui capelli di Eliodora.
Ma a risplendere è lei, ghirlanda della ghirlanda.

Meleagro v, 143
__________________________________________________________________Blogspot



Brilla di gioia, il bicchiere, si vanta
di sfiorare le labbra soavi di Zenofila.
Beato! Oh se lei accostasse le labbra alle mie,
se mi bevesse d'un fiato tutta l'anima.

Meleagro v, 171


        









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