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La forma della sfiga

Testo musicale  (La faccenda della sfiga... Che sfiga... che sfiga...) E' si... è si... Cammino soddisfatto al pensiero  di un'altra emozione da scrivere  sul block notes. E più volte ripeto a me stesso  quanto è assurdo sentirsi fuori dalla mischia quella fortunata che non sbaglia mai...  e se la tira... eccome se la tira...  forse è cocaina... O no... o no... Mentre invece a ogni caduta  la sfiga esclama... ops non ci pensare  comunque a volte ti consola  con un amaro bacio in bocca La fortuna appartiene a chi sbaglia di meno anche se questo non è del tutto vero  Sa esibirsi tra la mischia di milioni di lingue   di tutto il mondo che la pensano tutti  allo stesso modo... Poi la sera viene a frugarti nelle tasche ma se guardi la luna e la seduci  lei ti consola e ti mostra il seno da cui puoi attingere a grandi sorsi  la fortuna che meriti  Ma lampi e tuoni rovinano la festa... in un inferno ormai scontato...

Dopo Auschwitz di Yehuda Amichai


Dopo Auschwitz non c’è teologia:
dai camini del Vaticano si leva fumo bianco,
segno che i cardinali hanno eletto il papa.
Dalle fornaci di Auschwitz si leva fumo nero,
segno che gli dei non hanno ancora deciso di eleggere
il popolo eletto.
Dopo Auschwitz non c’è teologia:
le cifre sugli avambracci dei prigionieri dello sterminio
sono i numeri telefonici di Dio
da cui non c’è risposta
e ora, a uno a uno, non sono più collegati.

Dopo Auschwitz c’è una nuova teologia:
gli ebrei morti nella Shoah
somigliano adesso al loro Dio
che non ha immagine corporea né corpo.
Essi non hanno immagine corporea né corpo.

Yehuda Amichai

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