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La panchina verde 🎶

La panchina verde La la la... La la la... La la la... Seduta su quella panchina verde conobbi te Su quella panchina di legno  mi persi dentro i tuoi occhi belli come mandorli in fiore E mai cercai via d'uscita... Perché lì volevo stare  Su quella panchina  seduto al tuo fianco  con la primavera che illuminava  il tuo viso ad ogni tuo gesto ad ogni sorriso  Su quella panchina di quel giardino ritrovai  il tesoro sotterrato da un'eternità sottratto alla mio modo di vivere incondizionato  Qualcuno importante un angelo forse volle  inventare il nostro appuntamento... N e sono certo... Lala... Lala... Lala... Ne sono certo... Su quella panchina di legno  mentre mi parlavi piano piano m'innavoravo  con la mia mano che cercava la tua  E mai cercai via d'uscita... Perché è lì che volevo stare... Seduto al tuo fianco la primavera illuminava  il tuo viso ad ogni tuo gesto ad ogni sorriso  Su quella panchina di quel giardino...

Turpiloquio (Squallor. Cantoscena)

 



 2025 abbiamo Cantoscena AI

Il tentativo iniziale con Vera Luna, che ha trovato nei commenti della sua canzone accenni di perplessità da parte del pubblico, ma anche ciechi apprezzamenti, risponde alla necessità di ribaltare lo stereotipo della censura testuale di quegli anni. Creare un controsenso narrativo in cui liberalizzare concetti musicali, in forma classica ma con una natura demenziale: un polo di attrazione che si associa al tentativo surrealista degli Squallor negli anni '70. Ma un passaggio successivo accade con Rossella, la seconda artista AI generated. È qui che avviene un processo un pochino più intricato, che lo scrittore Stefano Nasetti descriverebbe così: "La verosimiglianza è un qualcosa d'intermedio tra verità e bugia. È qui che l'inganno trova compimento".


Ieri 1970 avevamo gli Squallor UI


















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