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Tony

Il mio nome è Antonio ma da sempre sono Tony ... Devo fare qualcosa  Prima di andare a lavorare Devo dire quello che penso Prima che venga Natale Il mattino è propizio per nuovi programmi  Devo approfittare prima che sia tardi Il lavoro è il solito tran tran Di formiche numerate... Una due tre quattro... Le solite cose  i soliti movimenti Che fanno di te un robottino  Senza ali per non sognare  Senza sogni per non volare  Devo dare il meglio di me  Prima di andare a lavorare Senza paga non puoi campare... Ma la voglia di raccontare  Fa di me uno diverso  Dallo stare in fila ad aspettare il tempo sempre uguale Devo dire qualcosa prima di timbrare Qualcosa dove il tempo lo si può afferrare Il  futuro non può attendere Fai una scelta se lo vuoi cambiare Ci vuol coraggio ma si può fare Quindi mi racconto le storie Di quando un tempo  Ero un numero fra tanti lasciando a casa  Quello che ieri avrei potuto fare oggi   L...

Paul Verlaine - Hombres





Hombres   1



Oh non bestemmiare, poeta e ricordati
Non è male la donna e val la pena chiavarla,
Le fa onore il culo, benché un poco obeso,
Da parte mia, molte volte l'ho assaggiato.

Quel culo, e le poppe che nido per le carezze!
In ginocchio lo bacio e lecco il pertugio
Mentre le mie dita frugano nell'altro pozzo,
E i bei seni, che sporcaccione le loro pigrizie!

E poi serve ancora quel culo, soprattutto a letto
Come aiuto di cuscini, di sottopancia,
Come molla svettante del vero ventre perché entri
Più innanzi l'uomo nella donna che ha eletto.

Vi riposo le mani, le braccia anche, le gambe,
I piedi. Si tanta freschezza, elastica rotondità
Ne fan per me un luogo di riposo desiderabile dove,
Vagabondo, a tratti il desiderio in voti in gamba.

Ma paragonare il culo dell'uomo a quel buon culo!
A quel gran culo men voluttuoso che pratico
Il culo dell'uomo, fior di gioia e d'estetica!
Proclamarsene soprattutto il servo e il vinto!

"E' male"! ha detto l'amore. E la voce della storia:
Culo dell'Uomo, onore puro dell'Ellade e lustro
Divino di Roma vera e più divino ancora
Di Sodoma morta, martire per la sua gloria.

Shakespeare, abbandonando all'improvviso Ofelia,
Cordelia, Desdemona, tutto il bel sesso
Cantava in magnifici versi - s'incazzi uno sciocco -
La forma mascolina e il suo alleluja.

I Valois adavan pazzi del maschio e nella nostra era
L'Europa imborghesita e tanto femminile
Ammirava tuttavia quel Luigi di Baviera
Il re vergine dal gran cuore che per l'uomo solo batte.

La carne, anche la carne della donna, proclama
Il culo, il cazzo, il torso e l'occhio del fier Pulzello,
E per quello, secondo il consiglio di Rousseau,
A volte bisogna, o poeta, "lasciar la dama" per un po'.


1891 P.Verlaine



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