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Tony

Il mio nome è Antonio ma da sempre sono Tony ... Devo fare qualcosa  Prima di andare a lavorare Devo dire quello che penso Prima che venga Natale Il mattino è propizio per nuovi programmi  Devo approfittare prima che sia tardi Il lavoro è il solito tran tran Di formiche numerate... Una due tre quattro... Le solite cose  i soliti movimenti Che fanno di te un robottino  Senza ali per non sognare  Senza sogni per non volare  Devo dare il meglio di me  Prima di andare a lavorare Senza paga non puoi campare... Ma la voglia di raccontare  Fa di me uno diverso  Dallo stare in fila ad aspettare il tempo sempre uguale Devo dire qualcosa prima di timbrare Qualcosa dove il tempo lo si può afferrare Il  futuro non può attendere Fai una scelta se lo vuoi cambiare Ci vuol coraggio ma si può fare Quindi mi racconto le storie Di quando un tempo  Ero un numero fra tanti lasciando a casa  Quello che ieri avrei potuto fare oggi   L...

I peperoni sono bastardi



 Gianni, amico di Clara, amico di Nando 

e pure amico mio, al suo rientro dalle vacanze

mi chiama per dirmi di telefonare al suo

capoufficio, per informarlo che aveva perso

la memoria mentre stava preparando la

peperonata per la cena.

Ha risposto la vocina della segretaria del capo.

"Non c'è... cioè è uscito con la signora Esposito!"

Le dica che non ho telefonato, grazie...

"Ma lei chi è?"

Non lo so... non lo so!


Mi sono precipitato alla ricerca della mia

fottuta memoria. Allora Gianni sono io, sono

io che mi sono telefonato, porca troia, 

non capisco più niente.

Poi ho visto sul tavolo la peperonata 

 che si beffeggiava di me, 

stava lì, a ridermi in faccia.


Di brutto, ho cominciato a cercare la memoria

dentro la peperonata: minuziosamente ho

controllato pezzettino per pezzettino ma

non ho trovato nulla, quindi mi sono detto: 

ti mangio tutta cosi ti frego bastarda!


Mi sono svegliato due giorni dopo, e poco dopo

ho avvertito una strana sensazione intorno a me.

Il sole picchiava in testa, quando si avvicina una

lattuga gigante che senza pudore comincia 

a corteggiarmi con le sue enormi foglie.


La memoria! La memoria dov'è... Mi guardo intorno

e vedo un esercito di peperoni che in coro 

mi mandano affanculo; non mi resta che fuggire 

da questo incubo, ma non posso perché la lattuga 

mi trattiene con le sue poderose foglie, per giunta

inizia anche a piovere, (non so come sia possibile

visto che c'è il sole) presto detto, è un mastino

napoletano che mi sta urinando addosso.


Allora chi diavolo sono io... dove mi trovo?

In lontananza, la voce inconfondibile di Al Bano ulula

ai Cugini di Campagna di raccogliere tutti i peperoni

dal campo e caricarli sui furgoni.


Quindi sono un peperone... io sono un peperone!

E da quando?


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I peperoni sono bastardi se le mangi di sera.


2008

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