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E tu 🎶

Bella sospesa nel pensiero del tuo labirinto cammini d'istinto tra luce e ombra sospesa tra mille sorrisi. Le mani sui fianchi di latte la pelle accosti leggera la lingua sul miele. E tu, con estro maldestro trafughi in dolci melodie le nostre porzioni d'amore, stupisci ma non capisci quando regali sequenze artistiche. Ti vesti ma non resti coperta di schiuma, e voli leggiadra tra trine di seta che disegnano i tuoi percorsi vissuti in un batticuore tra le fauci  della benevole pantera. Ti vesti ma non ci riesci il balocco sono io, che vorresti manichino per il tuo giochino. Prendi di mano il libro su di me il tuo piacere indolente ignora l'ombra di ogni promessa. Con abile mossa rovesci i tarli della coscienza e tu, disincantata ti chini di schiena golosa di rosso ciliegia, addolcisci le labbra nel socchiuso pensiero, intanto che corri sul tappeto del bosco di foglie bagnate d'amore . Finito di scrivere 2012

I peperoni sono bastardi



 Gianni, amico di Clara, amico di Nando 

e pure amico mio, al suo rientro dalle vacanze

mi chiama per dirmi di telefonare al suo

capoufficio, per informarlo che aveva perso

la memoria mentre stava preparando la

peperonata per la cena.

Ha risposto la vocina della segretaria del capo.

"Non c'è... cioè è uscito con la signora Esposito!"

Le dica che non ho telefonato, grazie...

"Ma lei chi è?"

Non lo so... non lo so!


Mi sono precipitato alla ricerca della mia

fottuta memoria. Allora Gianni sono io, sono

io che mi sono telefonato, porca troia, 

non capisco più niente.

Poi ho visto sul tavolo la peperonata 

 che si beffeggiava di me, 

stava lì, a ridermi in faccia.


Di brutto, ho cominciato a cercare la memoria

dentro la peperonata: minuziosamente ho

controllato pezzettino per pezzettino ma

non ho trovato nulla, quindi mi sono detto: 

ti mangio tutta cosi ti frego bastarda!


Mi sono svegliato due giorni dopo, e poco dopo

ho avvertito una strana sensazione intorno a me.

Il sole picchiava in testa, quando si avvicina una

lattuga gigante che senza pudore comincia 

a corteggiarmi con le sue enormi foglie.


La memoria! La memoria dov'è... Mi guardo intorno

e vedo un esercito di peperoni che in coro 

mi mandano affanculo; non mi resta che fuggire 

da questo incubo, ma non posso perché la lattuga 

mi trattiene con le sue poderose foglie, per giunta

inizia anche a piovere, (non so come sia possibile

visto che c'è il sole) presto detto, è un mastino

napoletano che mi sta urinando addosso.


Allora chi diavolo sono io... dove mi trovo?

In lontananza, la voce inconfondibile di Al Bano ulula

ai Cugini di Campagna di raccogliere tutti i peperoni

dal campo e caricarli sui furgoni.


Quindi sono un peperone... io sono un peperone!

E da quando?


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I peperoni sono bastardi se le mangi di sera.


2008

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