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Sai Marcè

Ho la strana sensazione  Di essere un albero  Con tanti uccelli sui rami Con le radici piantate In un luogo che non mi appartiene  Sai Marcella... non preoccuparti di certe  Mie interpretazioni che possono Portarti lontano dal tuo vivere quotidiano Sono sempre vicino a te quando penso A quelle serene sere di sorrisi Sparsi tra i nostri capelli strapazzati di baci Sono molto lontano ma va bene La gente è diversa da noi  Parlo straniero ma mi capisce  E' leale e questo mi stupisce  Il cibo non è granché il vino nemmeno Sai va bene un po' si un po' no Perché il paradiso non è qui Marcè  Quindi mi consolo e immagino  Di averti di fronte col tuo vino rosso  Accanto al mio ma la paura di perderti  Mi rattrista perché sei lontana... E io troppo vicino al tuo cuore . Mi mancano i portoni le strade strette  Vecchie di San Frediano  E tu che mi dicevi al buio Ho paura poi ti lasciavi andare Le nostre mani davanti All'altare fu l'ini...

Non voglio pensare





















Non mi appartengono più quei teneri momenti
che mi inducevano a contemplare 
un fiore di primavera 
o il volo di un gabbiano controvento 
ma lo dico per dimenticare i tempi 
in cui tutto riusciva a sorprendermi:
la gonna mobile del vento di una donna
o sorpreso come una festa al mare 
 E mi ritrovo con i pensieri e fotografie 
a sconfiggere la nostalgia per non rivivere
gli amori non compresi, offesi.
Non voglio pensare a quei momenti di baci
e tradimenti adesso che il tempo
dell'amore non ha domani, e dubito
nei miracoli degli angeli feriti, 
poiché non si muore mai abbastanza
sulla vita degli altri, e sulla mia, di questa esistenza
 che fa di me un sopravvissuto.





Finito di scrivere 2012


































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