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In primo piano

Evviva 🎶

Sono felice felicissimo Ho ricevuto un gran messaggio Uno di quelli che ricorderai Fin quando memoria avrai  Evviva... evviva Finalmente sono apposto  Ricco ricco sfondato almeno un po' almeno tanto  A tal soddisfazione  Di cui oggi giustizia è fatta  Davanti a questi occhi increduli  A queste orecchie che fischiano  più forte di campane in festa A queste mani grandi più di Morandi  Ebbene signori e signorotti... Nonostante tutto sono perplesso Quando sei troppo... ma che dico Sfacciatamente ricco non sai se piangere di gioia O ridere come matto  Davanti a tutta sta roba che non sai come gestirla  Prima che arrivi la morte a rompere l'incanto  Comunque godiamoci la vita  Nonostante tutte le sue pene e meschinità (Chi più ne ha e più ne metta)... Sono felice come una pasqua Anche se questo l'ho già detto Oggi  penso solo a me stesso... Posso dire posso fare Quello che mi pare Seduto in poltrona  Col sigaro cubano Ascol...

Io lei e Battisti 🎶

 


Testo semplificato 





☕ E' un pomeriggio estivo al bar ancora aperto

con le botteghe chiuse su scritto chiuso per ferie.

Sono le 3 e mezza, l'aria è troppo calda per vedere anime

camminare per sedersi al bar. Mi guardo intorno:

tutto è lento, anche il cameriere pisola dietro il bancone

col giornale del mattino che gli fa da cuscino.

Lassù, il cielo azzurro mi fa pensare a quella canzone

dentro il jukebox.

Passano le auto con i vetri abbassati col braccio fuori

coi capelli scompigliati come il ventilatore dentro il bar.

L'aroma del caffè si mescola al fumo della sigaretta accesa.

Osservo per qualche minuto la macchina di fronte a me,

lavata e pulita, e mi compiaccio per quanto è speciale

con le borchie cromate come specchi lucenti.

Sento voci di donna dietro me, in lontananza,

sono tre ragazze vestite di accesi colori,

ordinano tre ghiaccioli da consumare;

sorridono tra loro, poi si tirano indietro i capelli, 

i loro visi carini sono lievemente sudati.

Arrivano dei ragazzi in jeans e camicie a maniche corte

con sotto le sigarette, si siedono al tavolino, mangiano 

e bevano in allegria.

Uno di loro infila una moneta nel jukebox. Finalmente

comincia a muoversi un po' di vita fuori dal baretto,

poi giocano a biliardino.

Uno di loro si presenta alla ragazza che si alza

verso il jukebox, cominciano a parlare e ridendo

accennano a ballare una canzone di Battisti.

(Poi apprendo che si conoscevano da prima).

La musica si diffonde nell'aria aleggiando armonia.

Sono le 4 e un quarto, alzo il sedere e decido di fare

un giro per la città, in direzione piazzale.

E' gradevole viaggiare piano in auto, con l'odore dolce

dei tigli che vola dentro. Poche auto, tanti bus turistici.

Passeggio tra la gente eccitata per la vista di Firenze

che gli appare sotto gli occhi.

Poi qualcuno mi chiede un informazione.

Osservo il cielo con i piccioni, che di tanto in tanto 

vanno a posarsi sul David piazzato nel centro del piazzale.

(E' una meta importante visitare piazzale Michelangelo).

Per qualche minuto me ne sto appoggiato alla grossa

ringhiera, l'Arno è un nastro con sopra tanti ponti,

tra cui Ponte Vecchio che fa la differenza.

Nulla da dire, la vista di Firenze è ineguagliabile.

Accendo la sigaretta e aspetto che finisca,

finisce pure la voglia di restare, il bar-ristoro è troppo caro

per prendere un caffè.

Sono le 5 e dieci, vado verso casa, mi farò una doccia

per rinfrescarmi un po', 

sono alquanto contento di lasciarmi alle spalle 

l'aria calda della città. Stasera vado da lei.

Sono le 7 e quaranta, la macchina è al solito posto,

parcheggiata lì, sotto la finestra.

Sono sul treno che mi porta al mare, finalmente

la potrò abbracciare col suo vestito a fiori

che comprai in quel mese di marzo,

quando mi disse: non sarà un avventura, questo

amore è fatto solo di poesia.

Sono le 8 meno dieci, dal finestrino è ancora giorno,

ad un tratto ti penso con un fiore in bocca,

poi ritorno col pensiero indietro di un anno

a parlar di rughe e vecchie streghe.

Lentamente mi addormento, all'improvviso una distrazione

mi sveglia, e mi ritorni in mente.

Tra poco ci faremo le pazzie con i tuoi capelli

sparsi sulle mie mani che non tremano più.

Penso a qualcosa che capire tu non puoi,

tu chiamale se vuoi, emozioni...



Pomeriggio d'estate 73























































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