In primo piano

Elettroshock 🎶










Lui mi parlava di sé e mentre
 lo faceva piangeva di rabbia

Non me ne frega niente se non ho
la luce di un re, la corona in testa
non fa per me
Vivo nel buio di questa
prigione come eclisse di un sole
sgualcito che veglia l'angoscia
e divora la mente
Sono sterco di vecchia data
inodore e senza colore come
la minestra fredda che rigurgito ogni sera
Il mio nome è un veleno
versato sul destino di una vita sbagliata 
Non me ne frega niente
se domani sarò come sempre
con le mani nelle tasche
a cercare il mare che non ricordo più
Io voglio stare solo con me stesso
a dissetarmi del succo agro dell'anima
 che ho spremuto e trattenuto
ad ogni elettroshock
per non rimuovere quei dolci ricordi
di quel bimbo che giocava coi soldatini
mentre oggi per tirarmi su faccio pensieri senza 
ritegno dietro l'ombra di un culo di donna

Poi,mi guardò negli occhi e imprecando
se ne andò con una cicca tra le dita
ingiallite di nicotina, quand'ecco che girò
la testa verso me e urlando mi implorò
di portarlo via da quell'inferno o di li a poco
ne sarebbe uscito morto
Gli dissi si e me ne andai, lasciandomi alle spalle
quel povero cristo abbandonato da tutti .





Commenti

  1. Per puro caso ebbi modo di videre su youtube l'emergenza negli ospddali psichiatrici giuridici,una vera vergogna!Uomini abbandonati dai parenti lasciati a marcire in celle sporche e sopraffollate. Grazie per saper scrivere storie che tanti ignorano.
    Una sua ammiratrice

    RispondiElimina
  2. Profondo e incisivo. Mi è piaciuto.
    So che non tutti hanno voglia o tempo di leggere versi, ma per me è un vero piacere scoprire che c'è ancora qualcuno che scrive, e lo fa anche bene!

    http://pensierinviaggioo.blogspot.it

    RispondiElimina
  3. profundo y excelso!!!!
    muchas gracias Antonio!
    un abrazo
    lidia-la escriba

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più seguiti