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Sai Marcè

Ho la strana sensazione  Di essere un albero  Con tanti uccelli sui rami Con le radici piantate In un luogo che non mi appartiene  Sai Marcella... non preoccuparti di certe  Mie interpretazioni che possono Portarti lontano dal tuo vivere quotidiano Sono sempre vicino a te quando penso A quelle serene sere di sorrisi Sparsi tra i nostri capelli strapazzati di baci Sono molto lontano ma va bene La gente è diversa da noi  Parlo straniero ma mi capisce  E' leale e questo mi stupisce  Il cibo non è granché il vino nemmeno Sai va bene un po' si un po' no Perché il paradiso non è qui Marcè  Quindi mi consolo e immagino  Di averti di fronte col tuo vino rosso  Accanto al mio ma la paura di perderti  Mi rattrista perché sei lontana... E io troppo vicino al tuo cuore . Mi mancano i portoni le strade strette  Vecchie di San Frediano  E tu che mi dicevi al buio Ho paura poi ti lasciavi andare Le nostre mani davanti All'altare fu l'ini...

Ragazze che aspettano

 














Un materasso tondo e un vecchio divano

nella penombra di una fievole lampada 

posta in un angolo a due passi da me

Voci di passaggio lungo la stanza 

davano una mezza sbirciata... niente di ché

tranne uno che bisbigliò... Colpa dei genitori...

Tutto ebbe inizio in un sogno notturno

dove mi vedevo sopra il corpo inarcato

di una giovane donna vestita di leggero...

che spingeva la sua schiena 

e tutto il resto contro il mio corpo

Eravamo tra la sponda del divano e il pavimento

percepivo il suo piacere nel momento in cui 

premeva il sul corpo incurvato contro di me

Poco dopo afferrò la mano della sua amica 

invitandola a prendere 

il suo posto affinché provasse la sua stessa emozione

Non conoscevo il loro nome ne chi fossero

Ma i sogni non finiscono mai di stupire...

Era alta assai esile...

si chinò a faccia in giù i capelli lunghi 

penzolavano lungo i lati del suo viso e il vecchio divano 

indossava una lunga camicia da notte bianca

ma fui presto smentito quando le mie mani

mi fecero capire 

che era più in carne di come sembrava... 

mentre sotto di me spingeva  avanti e indietro...

Vidi la sua amica di prima seduta sul materasso

che osservava con aria serena...

Il sogno mi condusse verso un corridoio piccolo dove una porta era pronta ad aprirsi 

per entrare con una delle due

ma la scena si dissolse per tornare nella grande stanza.

La cosa sorprendente fu quando una di loro

chiamò altre amiche... 

Ricordo bene...

che sul materasso e il divano c'era la bellezza 

di altre giovani donne che guardavano 

con supplica e tenerezza i miei occhi...

con quel modo ansioso di aspettare il loro turno...

Il sogno andava e veniva... andava veniva....  Al mio risveglio

ero felice di quel sogno così lontano dalla realtà

ma pur vicino di averlo vissuto poco a poco nella vita...

che tanto bisogno ha di essere vissuta pienamente...

Sognando...sognando... fino in fondo...

Mhuu... Mhuu... Mhuu... Mhuu...



 2020 Firenze 


















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