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Barbie bugiarda 🎶

  Scusa tanto se sono indolente  ma come vedi non ho voglia di essere invadente Sé spenta la voglia della fiducia in un incubo di fuoco che brucia brucia... Spero non sia colpa mia complice di vedere con gli occhi tuoi le cose belle diverse da ieri Scusa tanto se rido di te ma non posso negare la sciocca che sei Comunque vada ti sarò accanto perché dopotutto ti amo tanto Spero vada bene e torni a brillare il tuo eldorado che ami tanto la dolce donna vestita di rosa sé rattristata... Scusa se sono un peso come l'uovo di  pasqua d'amara sorpresa Barbie Barbie o Barbie bugiarda  Tu resterai la bambola mia  anche se il gioco purtroppo sé rotto  non sarò io a rimediare il tuo scotto Sono qui in questo momento Barbie Barbie o Barbie bugiarda  non importa dove finiremo Tu sarai sempre la mia  bambola sexy  Barbie o Barbie per sempre anche se credo di aver perso quello che eri... Bababa... Barbibugiarda... Bababa... Barbi bugiarda  Barbie bugiar...

Il Fazzoletto di seta 🎶

 









Un piccolo fazzoletto bianco piegato e ben curato
sul tavolino di un bar ho trovato.
Forse usato da mani nobili, per asciugare lacrime
 di gioia o dolore, poi dimenticato
tra una tazzina e un cucchiaino.
Un fazzolettino di seta, elegante,
che non si vedono più, con le iniziali ricamate
nell'angolino, come una foto ingiallita dal tempo
di una signorina dai modi gentili.
Questo immaginai, mentre ammiravo quel piccolo
fazzoletto abbandonato su quel tavolo di un bar
 nel centro di Milano. Dopo qualche esitazione,
avvicinai la mano per toccare quel piccolo cimelio
che tanto mi attraeva. Lentamente lo avvicinai al naso
cogliendo con piacere un delicato profumo di vaniglia
che emanava dal sottile tessuto; spinto dal suo antico 
fascino, lo aprii del tutto, per catturare tra le quattro
pieghe tutto il suo aroma; ma qualcosa di inaspettato
mi sorprese nel vedere che tra quel candido bianco,
un punto rosso si dilatava fino a diventare una macchia
di sangue che scendeva verso il basso,
in direzione delle piccole iniziali. Tra lo stupore di ciò,
mi richiamò l'attenzione del rumore della pioggia
che cadeva fuori a catinelle, e di seguito le grida disperate
di passanti accalcati di fronte al bar; immaginai
che qualcosa di terribile fosse accaduto, mi alzai
dalla sedia e a passo svelto mi diressi alla porta a vetri del bar.
C'era un tram fermo, e la gente guardava allibita
verso il basso poco distante dalle ruote di esso.
Pagai il caffè e tornai al tavolo
a prendere l'impermeabile poggiato sulla sedia,
mi accorsi che sul tavolino 
non c'era più il fazzolettino; domandai al cameriere
se oltre me avesse notato qualcun altro avvicinarsi
al tavolo, la sua risposta fu no. Non pioveva più,
s'era fatto buio, le luci della polizia e dei mezzi di soccorso
illuminavano le cose e le facce dei curiosi,
mi avvicinai con le gambe tremolanti: scorsi tra le divise
arancioni il corpo di una ragazza distesa lungo l'asfalto
bagnato, non si muoveva, sembrava morta,
accanto alle sue mani scorreva un rivolo del suo sangue
che si soffermava su di un foglietto di carta bianca;
guadagnai qualche metro e quasi incredulo,
quel pezzettino di carta era in realtà il piccolo fazzoletto 
del bar, mi chinai e lo afferrai come una cosa
caduta dalla mia tasca, indietreggiai mentre coprivano
il suo corpo con un lenzuolo bianco; ero frastornato e confuso.
Tornando a casa accostai la macchina, tirai fuori dalla tasca
il fazzolettino ancora bagnato con le iniziali di quella giovane donna,
che da poco aveva perso la vita gettandosi sotto il tram;
sfiorai con le labbra il piccolo fazzoletto, e con estrema dolcezza
lo tenni stretto al petto. Mentre lo facevo un dubbio mi assalì...
Ma i morti muoiono davvero .



Firenze 2014

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