Apocalittico Caos (satira)

                 


Caldo apocalittico a Firenze! La colonnina di
mercurio ha raggiunto 58gradi, con un tasso di
umidità terrificante, La città sta sciogliendosi
lentamente; la gente sviene in ogni luogo: lungo le strade,
nelle case, nei negozi senza più cassiere, nei ristoranti
che non ristorano più, negli hotel senza più stelle, nei treni
arroventati, insomma ovunque: basti pensare che le gomme
delle auto si squagliano come burro. Il fiume Arno è la
dimostrazione inconfutabile dello scempio apocalittico
fiorentino: centinaia di pesci, talpe, resti di carcasse di
animali d'ogni specie e brandelli di vera carne umana, sono
riversi lungo la riva stagnante del fiume; l'aria è irrespirabile
per la micidiale puzza che proviene dai resti putrefatti, oramai
in stato di decomposizione; nel frattempo, sono state prese
d'assalto da migliaia di persone le vasche delle fontane, come
pure le piscine pubbliche, ma purtroppo, nonostante la misera
quantità di acqua sporca che esse contengono, galleggiano corpi
privi di vita; nel cielo decine e decine di avvoltoi sono in aspettativa
di quelle povere persone che giaciono distese per terra a bocca
aperta, ridotte al lumicino; tuttavia, le forze dell'ordine cercano
invano di soccorrerli ma pure loro stramazzano al suolo per dispendio
di forze; l'esercito è intervenuto con tempestività, ma poco dopo è
stato costretto a ritirarsi nelle chiese nel disperato bisogno di
refrigero, i preti però, anch'essi in balia del caos, si sono scagliati in
mutande contro di loro, respingendoli fuori a suon di mazzate e calci
nel sedere. Insomma, analizzando questa mostruosa situazione,
sembra per scontato d'essere arrivati alla frutta secca.
Io, me ne sto all'ombra dei miei pensieri, con la sigaretta accesa e
 osservo senza angoscia la gente che va in "fumo;" nel contempo,
aspetto senza ansia la morte, la quale, come una puttana non esiterà
un solo istante ad accogliermi a gambe aperte per partorirmi dentro
la sua fogna nera; e mi accorgo solo adesso, che pur brutta sia la morte,
essa in realtà è un po' come la vita, in quanto: "prima si muore dal
troppo caldo, e poi si muore dal troppo freddo."
"E adesso dove la cerco la maglia di lana e tutto il resto, per
proteggermi da questo dannato clima siberiano?"
DRRRRIIIIIIINNNNN.. Suona la sveglia....guardo fuori, sta
nevicando: "Firenze mi aspetta come una sposa vestita di
bianco. "E la vita continua!"


2009       

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