Elettroshock 🎶
Lui mi parlava di sé e mentre lo faceva piangeva di rabbia Non me ne frega niente se non ho la luce di un re, la corona in testa non fa per me Vivo nel buio di questa prigione come eclisse di un sole sgualcito che veglia l'angoscia e divora la mente Sono sterco di vecchia data inodore e senza colore come la minestra fredda che rigurgito ogni sera Il mio nome è un veleno versato sul destino di una vita sbagliata Non me ne frega niente se domani sarò come sempre con le mani nelle tasche a cercare il mare che non ricordo più Io voglio stare solo con me stesso a dissetarmi del succo agro dell'anima che ho spremuto e trattenuto ad ogni elettroshock per non rimuovere quei dolci ricordi di quel bimbo che giocava coi soldatini mentre oggi per tirarmi su faccio pensieri senza ritegno dietro l'ombra di un culo di donna Poi,mi guardò negli occhi e imprecando se ne andò con una cicca tra le dita ...

Hola, buena noche de miércoles, paso a dejar mi gratitud por su estimada huella en mi espacio del Blog. la gratitud es el sentimiento que mas humildad concentra.
RispondiEliminaMe encanta la imagen, creo que es una pintura, me parece bellísima.
Dejo mi cordial saludo y se muy, muy feliz.
Grazie mille.
EliminaNon si perde mai tempo, ma la lauta mancia è interessante, ahahahah!
RispondiEliminaSimpatico gioco di parole che fa capire come, alle volte, non ci si renda conto di aver perso tempo , magari inutilmente.
RispondiEliminaChissà se qualcuno riuscirà a recuperarlo!