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Sai Marcè

Ho la strana sensazione  Di essere un albero  Con tanti uccelli sui rami Con le radici piantate In un luogo che non mi appartiene  Sai Marcella... non preoccuparti di certe  Mie interpretazioni che possono Portarti lontano dal tuo vivere quotidiano Sono sempre vicino a te quando penso A quelle serene sere di sorrisi Sparsi tra i nostri capelli strapazzati di baci Sono molto lontano ma va bene La gente è diversa da noi  Parlo straniero ma mi capisce  E' leale e questo mi stupisce  Il cibo non è granché il vino nemmeno Sai va bene un po' si un po' no Perché il paradiso non è qui Marcè  Quindi mi consolo e immagino  Di averti di fronte col tuo vino rosso  Accanto al mio ma la paura di perderti  Mi rattrista perché sei lontana... E io troppo vicino al tuo cuore . Mi mancano i portoni le strade strette  Vecchie di San Frediano  E tu che mi dicevi al buio Ho paura poi ti lasciavi andare Le nostre mani davanti All'altare fu l'ini...

Sara






Sara, ama i colori della vita
e li dipinge sulle pareti della solitudine.
Sara, che per timor d'ignobile tresca,
nasconde l'anima nelle rocce della
montagna che seduce il cielo.
Sara è una nuvola di zucchero filato al
vento, che si sfilaccia quando l'amore gli
scompiglia i capelli tra papaveri
rossi come le sue labbra che profumano di rose.
Sara ha la dolce tenerezza di una tortora, 
al riparo da cieli neri di falchi fradici di pioggia 
e occhi pungenti di artigli.
Sara, che ama l'allegria ha l'azzurro mare
negli occhi e lacrime di sale a guarire
le sue malinconie. Sara ha nel cuore 
una ferita antica consumata in un letto
sbagliato, Sara che al mattino accarezza
con il sole nelle mani il suo bambino
mentre dorme sereno accanto al suo cuscino.


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