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Le dovute distanze 🎶

  Shai... shai... sha... sha... shai... sha... ... Lei ascolta ciò che dico distante dal mio viso. Poi mi viene voglia di baciarla  ma indietreggia e sbuffa senza una ragione. La trattengo per la testa ma sguscia via come una saponetta poi urla incavolata che ho mangiato le cipolle e l'alito pesante vola lontano Me ne faccio una ragione...  Preparo una frittata con le cipolle Io non mollo e le dico se ne vuole un bocconcino... Mi lancia un'occhiata assassina come dire manco col casso poi si spoglia un pò alla volta indicando in basso la sua pietanza calda È una sfida assai crudele da consumare su due piedi... Poi mi fissa con la punta della lingua che fa ruotare intorno alle sue labbra Getto via la frittata ma le cipolle nella mano sono lacrimogeni per i suoi occhi Ma la morsa della sua mano si fa sentire forte sui mie attributi Alzo bandiera bianca  dichiarando pace...  Si avvicina a me con una cipolla che mi caccia in bocca poi la morde e sputa un pezzo dritto...

Sara






Sara, ama i colori della vita
e li dipinge sulle pareti della solitudine.
Sara, che per timor d'ignobile tresca,
nasconde l'anima nelle rocce della
montagna che seduce il cielo.
Sara è una nuvola di zucchero filato al
vento, che si sfilaccia quando l'amore gli
scompiglia i capelli tra papaveri
rossi come le sue labbra che profumano di rose.
Sara ha la dolce tenerezza di una tortora, 
al riparo da cieli neri di falchi fradici di pioggia 
e occhi pungenti di artigli.
Sara, che ama l'allegria ha l'azzurro mare
negli occhi e lacrime di sale a guarire
le sue malinconie. Sara ha nel cuore 
una ferita antica consumata in un letto
sbagliato, Sara che al mattino accarezza
con il sole nelle mani il suo bambino
mentre dorme sereno accanto al suo cuscino.


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