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Elettroshock 🎶

Lui mi parlava di sé e mentre  lo faceva piangeva di rabbia Non me ne frega niente se non ho la luce di un re, la corona in testa non fa per me Vivo nel buio di questa prigione come eclisse di un sole sgualcito che veglia l'angoscia e divora la mente Sono sterco di vecchia data inodore e senza colore come la minestra fredda che rigurgito  ogni sera Il mio nome è un veleno versato sul destino di una vita  sbagliata  Non me ne frega niente se domani sarò come sempre con le mani nelle tasche a cercare il mare che non ricordo più Io voglio stare solo con me stesso a dissetarmi del succo agro dell'anima  che ho spremuto e trattenuto ad ogni elettroshock per non rimuovere quei dolci ricordi di quel bimbo che giocava coi soldatini mentre oggi per tirarmi su faccio pensieri senza  ritegno dietro l'ombra di un culo di donna Poi,mi guardò negli occhi e imprecando se ne andò con una cicca tra le dita ...

Tra divino e ignoto










Rapite sono le pupille al brillare
di ogni stella sospese sulla nera
ragnatela.

Vaga la mente a tale incanto
dove nulla può opporsi dinanzi
al fitto mistero
che nasconde l'eterno cielo.

Incanto di sottile smarrimento
di una notte settembrina di occhi
e pensieri rivolti tra divino e ignoto.

E viene da pensare che tra cielo e
terra i segreti delle stelle sono
come noi che nascondiamo in fondo
all'anima il bene dal male.





2011

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