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Elettroshock 🎶

Lui mi parlava di sé e mentre  lo faceva piangeva di rabbia Non me ne frega niente se non ho la luce di un re, la corona in testa non fa per me Vivo nel buio di questa prigione come eclisse di un sole sgualcito che veglia l'angoscia e divora la mente Sono sterco di vecchia data inodore e senza colore come la minestra fredda che rigurgito  ogni sera Il mio nome è un veleno versato sul destino di una vita  sbagliata  Non me ne frega niente se domani sarò come sempre con le mani nelle tasche a cercare il mare che non ricordo più Io voglio stare solo con me stesso a dissetarmi del succo agro dell'anima  che ho spremuto e trattenuto ad ogni elettroshock per non rimuovere quei dolci ricordi di quel bimbo che giocava coi soldatini mentre oggi per tirarmi su faccio pensieri senza  ritegno dietro l'ombra di un culo di donna Poi,mi guardò negli occhi e imprecando se ne andò con una cicca tra le dita ...

Per lei






Voglio pensarti cosi perversa 
come veramente sei,
con gli occhi vigili e pungenti 
pieni di cenni e crudeli sentimenti.
So a cosa pensi quando 
di soppiatto le tue dita sfiorano le mie.
Dimmi quanto ti piace vedermi eccitato,
di quelle volte che ti chini per mostrarmi
l'oasi del tuo culo di demoni e tentazioni,
di cui vorrei osare senza esitare.
Maestra di sorrisi e sguardi maliziosi,
che lanciano messaggi fugaci ai miei occhi,
che ti spogliano lentamente per toccarti 
 e ovunque leccarti,
per guardare il viso tuo godere veramente...
Veramente .



Scritto 2005 pubblicato 2022








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