Elettroshock 🎶
Lui mi parlava di sé e mentre lo faceva piangeva di rabbia Non me ne frega niente se non ho la luce di un re, la corona in testa non fa per me Vivo nel buio di questa prigione come eclisse di un sole sgualcito che veglia l'angoscia e divora la mente Sono sterco di vecchia data inodore e senza colore come la minestra fredda che rigurgito ogni sera Il mio nome è un veleno versato sul destino di una vita sbagliata Non me ne frega niente se domani sarò come sempre con le mani nelle tasche a cercare il mare che non ricordo più Io voglio stare solo con me stesso a dissetarmi del succo agro dell'anima che ho spremuto e trattenuto ad ogni elettroshock per non rimuovere quei dolci ricordi di quel bimbo che giocava coi soldatini mentre oggi per tirarmi su faccio pensieri senza ritegno dietro l'ombra di un culo di donna Poi,mi guardò negli occhi e imprecando se ne andò con una cicca tra le dita ...

Questa poesia c'ha qualche attinenza col mio "Passero solitario"!
RispondiEliminaBoh,forse mi sbaglio,ma non è che ti senti soffocare,e allora voli,per riprendere aria? :)))
Scusa se sono indiscreta,ma la persona a cui ti riferisci in questa poesia,è la stessa di quella in "Ricordati di me"?
RispondiEliminaUn po' alla volta sto visitando il tuo canale in you tube.Quei ritratti di donna mi sono piaciuti molto,sei davvero bravo,complimentoni!
RispondiEliminaQuanti anni hai?