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Le dovute distanze 🎶

  Shai... shai... sha... sha... shai... sha... ... Lei ascolta ciò che dico distante dal mio viso. Poi mi viene voglia di baciarla  ma indietreggia e sbuffa senza una ragione. La trattengo per la testa ma sguscia via come una saponetta poi urla incavolata che ho mangiato le cipolle e l'alito pesante vola lontano Me ne faccio una ragione...  Preparo una frittata con le cipolle Io non mollo e le dico se ne vuole un bocconcino... Mi lancia un'occhiata assassina come dire manco col casso poi si spoglia un pò alla volta indicando in basso la sua pietanza calda È una sfida assai crudele da consumare su due piedi... Poi mi fissa con la punta della lingua che fa ruotare intorno alle sue labbra Getto via la frittata ma le cipolle nella mano sono lacrimogeni per i suoi occhi Ma la morsa della sua mano si fa sentire forte sui mie attributi Alzo bandiera bianca  dichiarando pace...  Si avvicina a me con una cipolla che mi caccia in bocca poi la morde e sputa un pezzo dritto...

Su quella panchina






Seduta su quella panchina verde io conobbi te

Su quella panchina di legno 
mi persi dentro i tuoi occhi
belli come mandorli in fiore

E mai cercai via d'uscita

Su quella panchina antica
seduto al tuo fianco m'innamorai di te
con la primavera che illuminava 
il tuo viso ad ogni tuo gesto ad ogni
tuo sorriso

Su quella panchina di quel giardino ritrovai 
il tesoro sotterrato da un'eternità
sottratto alla mia voglia del mio vivere sereno 

Qualcuno importante un angelo forse volle 
inventare il nostro appuntamento ne sono certo

Su quella panchina verde mentre aspetto te
guardo due mandorle sul palmo della mano

 E mi perdo nel ricordo
dei tuoi occhi ormai lontani .



2010














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