Spensierate Poesie Erotiche





Lettura adatta solo ad un pubblico adulto



A piene mani


Mordere una mela 
è un po' come assaporare
la polpa carnosa del suo principesco culo.
Audace tenaglia di proibito desiderio,
che tanto omaggia di morbide rotondità
sino all'aspro centro dell'ombreggiante riga,
dove giù di lì traspaiono tra il folto pelo
le rigonfianti labbra della sua succulenta fica.
A piene mani sulle grandi mele assai arrossate,
gode con garbo la nobile signora china sul letto,
dove il suo singolare calore stordisce i sensi
nell'eccesso convulso di un lungo piacere,
che gonfia la cima della verga in procinto
di scoppiare dentro lo stretto foro
del suo superbo sedere.




______________________





Tanto di cappello



Ti lasci guardare con quel nasetto all'insù
stropicciando le mani sulla gonna su e giù,
mostrando le giovani cosce
e qualcosa di più, al fine di essere desiderata
per un cunnilingus almeno una volta al dì.

Diciott'anni o poco più
su di un corpo appetitoso;
lo confermano le tue poppe accostate al bordo
del tavolino che fanno male solo a guardarle;
per non parlare di quel culo
che mette fame ad ogni tuo movimento,
mentre mi guardi e ridi maliziosa
con la gomma in bocca in compagnia 
dei tuoi pischelli strafatti di spinelli.

Che dire dei tuoi occhi turchini!
sobri e birichini,
e le mani! già cosi scaltre,
padrone per ogni evenienza a cogliere al volo
ciò che è duro dalla vita in giù.

Adesso che m'hai vinto, tanto di cappello!
sarò per te un fedele schiavo,
ma solo quando e solamente io ti chiavo.




_______________________







Senza veli




Non dite di me che son volgare
quando vi parlo di culi e fiche da leccare;
quel che dico è pura realtà di noi comuni mortali.

L' intimità è cosa sacra, ma la si può immaginare
di quante dita possono frugare
l'amata fica da gustare.

La verità è che a scopare siamo in due
o con chi ci pare, col sesso
in ogni posizione per raggiungere
l'apoteotico piacere.

Non dite di me che son volgare
se godiamo e sbaviamo sul ventre di colei
che si dimena mentre ingozza
il turgido membro nel foro ancor più bagnato
d'un fiore brinato.

Sopraggiunge l'apice momento
del denso latte da versare che golosa
vorrà leccare per pulire e ricominciare.




_______________________











 


 

Nessun commento: